Santina Portelli

Santina Portelli è nata a Ragusa il 26 Giugno del 1948. Durante il parto, a causa dell’uso del forcipe, le vengono causati danni irreparabili che si concretano in una tetraplegia spastica. Inizia così un lungo percorso che porta la famiglia di Santina a trasferirsi al Nord. Non sempre gli interventi medico-chirurgici portano a dei miglioramenti, bensì in alcuni casi peggiorano la situazione, già fortemente compromessa.

Santina Portelli

Restano integre le capacità intellettive. Santina studia con profitto, ottenendo la maturità magistrale, iscrivendosi poi nel 1977 all’Università La Sapienza di Roma conseguendo la laurea in psicologia e in seguito l’abilitazione professionale. Se si dovesse trovare un paragone in natura per definire chi è Santina, non ci sarebbero dubbi: lei è un vulcano in continua eruzione. È significativo ricordare questa sua affermazione: “ogni essere umano quando viene al mondo è come se fosse una tela bianca, si sa da dove parte, ma non il suo percorso né la sua fine”. Santina ha lottato e continua a lottare con tutte le sue forze, anche a dispetto di alcuni medici che avevano comunicato ai genitori che Santina non sarebbe mai arrivata a compiere venti anni. Santina è sempre stata abituata a stupire, mai superficiale, attenta a ogni parola che dici, a volte sospettosa, ironica, mai banale. Spesso racconta di importanti bevute e “annusate” di solventi per i colori, che le colano in bocca dipingendo sdraiata, ma nonostante questi, che lei chiama “inconvenienti del mestiere”, continua imperterrita nella sua attività pittorica alla ricerca sempre di nuovi stimoli. Santina ricorda, pensando ai suoi familiari: “Mi sembra evidente che la mia nascita, per quegli anni, abbia scombussolato la vita della mia famiglia, siciliana, borghese, con il culto della bellezza, dell’affermazione sociale e infine della 'normalità'". Santina è una donna sensibile, votata all’altruismo e al sacrificio per il bene del prossimo, senza mai chiedere nulla in cambio. Importante è citare Marina Ramoda, compagna di vita di Santina, come lei stessa la definisce, una donna formidabile, discreta, di una vivace intelligenza, che aiuta Santina laddove non può arrivare, spesso è “la sua voce”, sempre è “le sue gambe”.


“Ogni essere umano quando viene al mondo è come se fosse una tela bianca, si sa da dove parte, ma non il suo percorso né la sua fine”


La pittura di Santina è un'esecuzione ragionata, ogni tratto è concretizzato da mille sfumature. Meravigliosi sono i suoi acquarelli raffiguranti fiori, foglie, frutta, che, tra l’altro, sono utilizzati come soggetti di stupendi ombrelli. Dopo aver parlato un po’ con Santina Portelli, viene spontanea una riflessione su come sia impossibile lamentarsi delle proprie “normali” vite, delle quali spesso ci si duole a sproposito, dinnanzi ad un esempio di tale straordinaria resistenza al dolore e alle difficoltà. Solo le esigenze di spazio editoriale impediscono di proseguire nel raccontare Santina, ma presto troverete ampi articoli riguardanti la nostra pittrice e anche alcune considerazioni e riflessioni che ci ha riservato in occasione della nascita del sito AbilityArt.